LA STORIA DI S.GIORGIO
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Questo è il testo più "antico" scritto in ambito italiano su san Giorgio.
Nonostante siano trascorsi ormai quasi ottant'anni
e pur risentendo del linguaggio del tempo,
la figura di san Giorgio è proposta in modo tale
da essere ancora attuale.


San Giorgio
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San Giorgio non è solamente colui che uccide il drago.
San Giorgio non è solamente colui che ha un bel cavallo bianco.
San Giorgio non è solamente colui che ha una lancia e uno scudo finemente
cesellato.
San Giorgio non è solamente il cavaliere delle molteplici avventure
meravigliose ed eroiche.

Fratello scout, chi è dunque San Giorgio?

San Giorgio è il forte, il vittorioso.
San Giorgio è l'ardente, l'entusiasta.
San Giorgio è il fedele.
Oggigiorno non vi sono più bestie terribili da distruggere.
Oggigiorno non vi sono più vergini paurose da strappare alla morte.
Oggigiorno non vi sono più trombe che salutano l'eroe che torna vittorioso
da un torneo.
Non vi sono più le grandi partenze tumultuose per quelle azioni pazzesche e
lontane, tra le preghiere delle donne, lo sventolio dei vessilli, le grida
di "dio lo vuole!".

Allora, fratello scout, chi è san Giorgio?
Perché è il tuo Patrono?
Perché, tra poco, tutti gli scouts del mondo urleranno il loro grido
di squadriglia e agiteranno i loro guidoni nel suo nome?

Ecco:
San Giorgio è stato fedele.
Egli aveva compreso che la vita non è bella e gioiosa se non quando la si
dona.
Ed egli aveva data la sua vita per gli altri.
Ed egli aveva data la sua vita per essere fedele alla promessa,
per essere fedele alla sua coscienza.

Scout, fratello mio, vi sono ancora, intorno a te ed in te dei draghi da
uccidere.
Scout, fratello mio, vi è ancora e sempre nel mondo un gran bisogno di
coraggio e di fedeltà.
San Giorgio aveva promesso. San Giorgio ha mantenuto la sua promessa.

Scout, fratello mio, tu hai promesso.
Manterrai tu la tua promessa?

Perché è difficile mantenere.
Perché è difficile essere fedeli.
E non dire: "Oh, nelle grandi occasioni saprò far vedere bene chi sono.
Quando vedrò un drago, ma un drago vero, grande, un drago terribile,
io avrò il coraggio che mi occorrerà".
No, scout, fratello mio, prima bisogna essere fedeli nei piccoli doveri
per essere forti nei momenti gravi.
Prima bisogna essere perseveranti nelle piccole cose
per poter poi sormontare grandi ostacoli.

San Giorgio aveva promesso.
San Giorgio ha mantenuto la sua promessa.

Scout, fratello mio, noi pure abbiamo promesso,
ma noi non abbiamo sempre mantenuto.

Allora vogliamo tu ed io che, nel momento in cui tutti gli scouts del mondo
penseranno a San Giorgio, vuoi fratello scout che noi promettiamo di
rassomigliargli sempre più?.

(in "Lo Scout Italiano", ASCI, Roma, 1923, 7/8, p.80)